Selezione Esclusiva Bullboxer "Old World"
in Veneto (provincia di Verona)



Progetto di selezione del Bullboxer

Sono molti i motivi che mi hanno spinto a seguire questo "Progetto di selezione",
sicuramente non è quello economico!!!
Ci tengo molto a sottolineare questo aspetto perchè seguendo la mia "strada" rinuncio a poter esporre i miei soggetti e di conseguenza ad una maggiore visibilità, rinuncio però volentieri a lustrini e coppe perchè i motivi che mi spingono sono per me molto più appaganti...
Il "Progetto di selezione" che voglio seguire intende fissare caratteri genetici a metà strada tra il Boxer e il Bulldog Inglese.
Come tutti sanno il Boxer ha avuto origine anche dal Bulldog Inglese (anche se differente dal Bulldog di oggi), personalmente ho sempre preferito Boxer del tipo brachimorfo, quello che in origine era Wotan per capirci...
Parlando del Bulldog Inglese mi ha sempre affascinato sia morfologicamente che
caratterialmente, ma non potevo non vedere anche i suoi difetti!!!
Quando parlo di difetti nel Bulldog parlo dei problemi di respirazione e di una struttura troppo appesantita, quindi perchè non modificare quelle caratteristiche utilizzando sangue Boxer?
E perchè non realizzare il mio Boxer ideale utilizzando sangue Bulldog?
Non ho la presunzione di essere l'unico a volere seguire questa strada, il Bullboxer esiste, magari non se ne vedono molti, ma esiste!!!
Non confondiamolo però con altri tipi di selezione fatti negli Stati Uniti, che mirano a ricreare razze estinte, nel Bullboxer non c'è sangue Pittbull ne altre linee di sangue, ma solo Bulldog inglese e Boxer!!!!Questo sia chiaro!!!
Per il mio"Progetto"ho deciso di utilizzare il nostro Zack del Colle dell'Infinito, un Boxer che oltre ad avere una splendida struttura possiede anche doti caratteriali uniche.
Per le femmine Bulldog Inglese ho deciso di utilizzare solo mantelli fulvi con poco bianco e dalle doti caratteriali richieste.
Dall'incrocio tra genitori appartenenti a razze diverse si ottengono soggetti detti ibridi intraspecifici, conosciuti anche con il nome di Mendeliani, che sono fertili.
In campo genetico questo incrocio viene chiamato eterosi.
All'eterosi si associa il fenomeno osservato detto vigore dell'ibrido,
in cui l'individuo prodotto dall'accoppiamento risulta possedere caratteristiche
particolarmente vigorose, grande fertilità, e la particolare resistenza alle malattie.
Nell'allevamento canino l'eterosi non è praticata perchè l'effetto eterosi si verifica
solo nella prima generazione delle linee di incrocio.
Rappresenta però una garanzia per i futuri proprietari di Bullboxer:
avranno un cane molto più resistente alle malattie, grazie al miglioramento del
sistema immunitario, un cane robusto, in salute, un cane che racchiude in se le caratteristiche di entrambi i genitori. E' fondamentale infatti la scelta dei riproduttori:
devono possedere caratteristiche morfologiche, caratteriali e genetiche tali da garantire un buon risultato.
Questi ibridi essendo nati da razze affini continuano a dare buoni risultati anche nelle successive generazioni.
Il Bullboxer può essere di grande aiuto sia per il Boxer che per il Bulldog:
può risolvere i problemi legati alla "deriva genetica da consanguineità", come è noto, l'utilizzare per incrocio sottorazze con caratteristiche interessanti istituendo un giusto programma di allevamento, è la strada più sicura per eliminare i danni causati della "consanguineità".

Il Bullboxer è un cane di taglia media più piccolo del boxer.
Intelligente, coraggioso, tranquillo e vive benissimo in appartamento, legandosi molto a tutti i membri della famiglia, abbaia pochissimo e, come il boxer, adora i bambini e il suo carattere calmo e giocoso lo rende anche un ideale cane da compagnia.
Non ha bisogno di un'eccessiva attività fisica, ama fare tranquille passeggiate
con il suo padrone ed è facile abituarlo al guinzaglio, infatti tende, per natura ad avanzare al passo.

Chiunque avesse il piacere di approfondire l'argomento può contattarmi
all'indirizzo
: fabrizio.chiarli@gmail.com

Molto Importante:
Tecnicamente il Bullboxer e il Valley Bulldog sono la stessa cosa,
ma, fate attenzione se vi capita di navigare in internet, a non confondere la nostra selezione europea con la selezione americana o canadese.
I loro Boxer sono molto diversi dai nostri europei e, di conseguenza,
anche i loro Bullboxer o Valley Bulldog non possono essere come i nostri !!!


Fabrizio Chiarli


IL BULLDOG

Il suo passato da cane da combattimento e oramai ben seppellito alle sue spalle infatti non è facile immaginarselo andare ad attaccar briga con un suo simile ad esempio incontrato al parco. Quando lo si vede non dà certo l'impressione di un cane minaccioso ma al contrario fa pensare ad un personaggio dei cartoni animati goffo e spiritoso con tanta voglia di giocare. Ma non bisogna pensare a lui solo per il suo buffo aspetto come un cane "mollaccione". è un cane molto coraggioso vivace e un buon guardiano. Difende la sua famiglia solo nel reale bisogno non si mostra mai aggressivo senza motivo. Il bulldog è un cane adorabile, da compagnia ma non un cane qualunque e per chiunque. Per essere in simbiosi con lui bisogna condividere il suo stile di vita, se siete accaniti sportivi e volete un cane che vi segua in questo lasciate perdere non è certo un cane che può sostenere il vostro jogging o le scampagnate in bicicletta. Vi segue volentieri nelle passeggiate ma soffre il caldo la sua attività preferita oltre al gioco e quella di poltrire sul divano. è un cane che ama la tranquillità ed abitudinario. Educare un bulldog non è difficile ma bisogna considerare che è molto sensibile e si stufa facilmente, bisogna quindi fin da piccolo abituarlo a socializzare ai cambiamenti di ambiente e di atmosfera. Bisogna tuttavia nella sua educazione essere fermi nello stabilire chi è il padrone e quindi chi comanda infatti molti soggetti soprattutto in tenera età con gli occhi dolci e il musetto triste mettono alla prova l'incorruttibilità del padrone. Il bulldog è fondamentalmente un cane pigro. La vita più indicata per lui è quella di appartamento. Partecipa con entusiasmo alla routine famigliare e verrà sempre con piacere a passeggiare con voi verso i membri della famiglia il bulldog dimostra sempre una tenerezza innata, specie verso i più deboli, in special modo i bambini e gli anziani. Proprio per la sua predilezione verso i più piccoli gli inglesi lo chiamano "the nursedog" ovvero cane bambinaia. È un cane molto socievole espansivo e molto intelligente ma se fa qualcosa è solo perché lo vuole non perché gli viene imposto. L'intelligenza del bulldog traspare dalle espressioni che assume il muso che a detta di molti non si deve chiamare muso ma faccia, con essa riesce perfettamente a farci capire le sensazioni e gli stati d'animo che prova.
Il bulldog e anche un buon guardiano, e lo fa in modo silenzioso poiché la sua pigrizia fa si che si attenga al principio "del massimo risultato col minimo sforzo", se un bulldog abbaia è di solito per un motivo serio. Per le persone che gli sono care proverà sempre un grande affetto e un attaccamento a volte anche un po' morboso. Riassumendo in poche parole il bulldog può essere definito coraggioso, quando vuole di una forza straordinaria, dal carattere dolce e allegro, devoto al padrone, guardiano temibile della sua proprietà e un deciso e possente difensore della famiglia.


IL BOXER

Costantemente in movimento, il Boxer si lega molto alla famiglia: sono per natura fedeli e molto affettuosi e per questo vanno benissimo anche per i bambini. Con una buona socializzazione fatta fin dai primi mesi di vita, il Boxer può convivere anche con altri animali domestici senza alcun problema. Come già detto il Boxer è un giocherellone e ad esempio potrà abbaiare e portarsi la ciotola del mangiare o dell’acqua vuota in giro per la casa attirando così l’attenzione di qualcuno che la riempirà, facendolo felice. Per il Boxer il gioco è molto importante, è essenziale. Persino con alcune delle sue espressioni buffe sembra voler invitare qualcuno a giocare con lui e si mostrerà indispettito se non avrà ottenuto l’attenzione richiesta. La natura del Boxer è quella di proteggere la sua famiglia e la sua casa e sono molto affettuosi anche con le persone che hanno avuto modo di conoscere. I Boxer hanno un estremo bisogno di coccole e della compagnia del proprio padrone. Anche nell’età avanzata risulteranno essere molto atletici. E’ importante insegnare al proprio cucciolo di Boxer a controllare un po’ la sua vivacità e a non fare le feste in modo irruente saltando letteralmente addosso alle persone: infatti i Boxer amano saltare e usano questo gesto sia per dare il benvenuto a qualcuno, sia come invito al gioco. Il Boxer è una razza molto coraggiosa e ottima per la difesa.

 

 

RAZZE SOFFERENTI, IL BULLDOG IN INGHILTERRA DIVENTA PIU' "DOLCE"
15 gen 09
Via libera alle modifiche negli incroci per renderlo più leggero: sarà simile a un boxer. Intervista del dottor Larosa.

15 gennaio 2009 - E' uno dei simboli del Regno Unito, lo specchio della britannicità: forza, coraggio e soprattutto rifiuto di arrendersi, in qualsiasi circostanza. Per questo era il cane di Winston Churchill, al quale secondo un famoso poster della seconda guerra mondiale somigliava anche fisicamente: piccolo, tarchiato, dalle guance paffute ma dai denti aguzzi, un ostacolo insormontabile davanti a Hitler. Quando il premier pronunciò la sua famosa frase, "we will never surrender" (non ci arrenderemo mai), sembrava di sentire abbaiare sullo sfondo il suo fedele quattrozampe.
Eppure il bulldog inglese, perché di questo si tratta, sembra ora destinato a scomparire: il Kennel Club, l'associazione che riunisce gli allevatori e ne regolamenta l'attività, ha approvato nuove norme in base alle quali il suo aspetto classico verrà radicalmente trasformato. Via la mascella cadente, il bulldog del futuro dovrà avere muso più asciutto, naso meno pronunciato, gambe più lunghe e corpo più magro. Diventando più simile, per rendere l'idea, a un boxer.

La decisione viene giustificata con l'esigenza di proteggere la salute del bulldog. Fa parte di un più ampio provvedimento che mira a stabilire degli standard per tutte le razze di cani che escludano qualunque caratteristica fisica che possa impedire all'animale di "respirare, camminare e vedere liberamente". Così, per esempio, la nuova normativa afferma che il labrador, che tende a ingrassare in età adulta, deve mantenere una corporatura più leggera, il naso del pechinese deve essere meno schiacciato e le gambe del bassotto devono essere un po' più lunghe.

Il bulldog soffre spesso di malattie e disturbi, secondo alcuni legati alla sua particolare forma: nasce per lo più con parto cesareo perché la testa è troppo grossa, ha difficoltà nella riproduzione che sovente deve avvenire col metodo dell'inseminazione artificiale, accusa malanni dell'apparato motorio e respiratorio.

Naturalmente ci vorranno anni, o decenni, per ottenere trasformazioni attraverso la selezione di ciascuna specie, ma in fondo è sempre stato così. L'attuale bulldog discende infatti da una razza di mastini utilizzati anticamente dagli egiziani, dai greci e dai romani. Importato in Inghilterra da re John (1199-1216), la sua stazza fu resa più piccola dagli allevatori, che all'epoca volevano utilizzarlo per i combattimenti tra cani. Il suo look odierno risale a circa il 1630. Ma la sua fama come simbolo di britannicità è assai più recente: vi contribuì un poster disegnato nel 1942 dall'artista Henri Guignon, che mostrava la faccia di Churchill su un corpo di bulldog, con sullo sfondo l'Union Jack, la bandiera del Regno Unito, e lo slogan "holding the line" (un messaggio per il Terzo Reich, che aveva conquistato tutta Europa: "noi resisteremo"). Da allora del bulldog si sono appropriati innumerevoli leader e partiti politici di ogni tendenza, dal Bnp, quello nazionalista e di estrema destra, fino al Labour di Tony Blair nella campagna elettorale del 1997. Più in generale, oggi il bulldog è un simbolo della Gran Bretagna, come il bus a due piani rosso, il taxi nero, la cabina del telefono.

La notizia che perderà la mascella churchilliana e il suo tipico aspetto, tozzo ma invincibile, naturalmente non piace a tutti. "Queste misure porteranno col tempo alla creazione di un cane del tutto differente, che non ha più niente a che fare col bulldog inglese", lamenta Robin Searle, presidente del British Bulldog Breed Council, minacciando un'azione legale contro il provvedimento. E uno dei più autorevoli zoologi ed esperti di animali, sir Patrick Bateson, ha annunciato che lancerà un'inchiesta indipendente sulle tecniche di allevamento dei cani.

La notizia è talmente grossa, da queste parti, che il Times di Londra l'ha sparata in prima pagina, con la gigantografia di un bulldog dall'aria triste e il titolo "R. I. P. - the British bulldog, victim of breeding laws": ovvero "Riposa in Pace - il bulldog britannico, vittima delle leggi sull'allevamento".
Enrico Franceschini, La Repubblica

L'ESPERTO
"Fanno bene, è una scelta medica"

Quando il veterinario elenca tutte le patologie cui sono soggetti i bulldog a causa del loro aspetto fisico, viene una gran rabbia. La novità del gruppo di allevatori britannici non suona più come una curiosità, ma come una decisione dovuta e attesa da tempo. E infatti anche Giuseppe Larosa, veterinario presidente della onlus "Animali e animali" e dell'Associazione nazionale tumori animali" commenta subito con un eloquente: "Finalmente il Kennel Club ha deciso di porre rimedio ad alcune esagerazioni nelle caratteristiche di razza almeno di questi cani".

Ritiene che saranno in molti ad accogliere con favore la decisione del gruppo di allevatori britannici?
"Il dibattito va avanti da qualche tempo e ci sono sempre state diatribe tra vari gruppi. Non bisogna dimenticare che i giudici dei concorsi canini sono gli stessi allevatori, perciò è fondamentale che cambi qualcosa nella loro mentalità. La decisione britannica è un passo importante per cercare di educare nuovi allevatori, che abbiano a cuore la qualità della vita dei cani".

Il caso del bulldog è isolato?
"No, ma è indicativo di un cambiamento di mentalità. Per altre razze si è già cominciato a rivedere i criteri di selezione".

Qualche esempio?
"Tra i primi gli allevatori di Shar Pei, i cani riconoscibili dalle tante pieghe della pelle. È ormai assodato che sono predisposti a dermatiti perché tra quelle pieghe batteri e funghi trovano terreno facile per riprodursi. In effetti, questo cane dalla storia molto antica in principio aveva la caratteristica pelle cascante soltanto da cucciolo, con la crescita la pelle si distendeva. Ora invece si è trovato il modo di selezionarlo per farlo diventare un cucciolo perpetuo, fino a quando alcuni allevatori hanno sollevato il problema della sua salute".

Oltre al bulldog inglese esiste quello francese, anche per lui ci sono gli stessi problemi?
"Sì, ma in effetti in Francia si è cominciato prima a correggere alcuni errori dell'iperselezione, tanto che i bulldog francese con pedigree sono adesso molto meno tarchiati di prima".

Muso schiacciato e gambe corte rispetto al busto, caratteristiche sotto accusa nei bulldog, sono proprie anche di altre razze, si è pensato a correttivi?
"Ci sono numerose voci che si levano in favore di una revisione, ma non viene fatto molto. Per esempio è noto che i basset hound, con il busto lungo e le gambe corte, hanno problemi alla colonna vertebrale, nella quale i dischi sono compressi. Eppure la gente cerca il cane più basso possibile e con le orecchie che strisciano per terra, salvo poi doverlo portare dal veterinario in continuazione per curare le sue otiti e i traumi".

Le descrizioni delle patologie di questi cani sembrano torture, possibile che la gente non se ne renda conto?
"È noto che ancora si deve discutere sulla soglia di sofferenza degli animali e fino a poco tempo fa la maggior parte della gente riteneva che non provassero dolore. Un veterinario sa che il muso schiacciato del carlino o del pechinese è garanzia di patologie oculari gravissime, perché gli occhi sporgono e la palpebra non riesce a coprirli. Sa addirittura che talvolta le ciglia finiscono per ripiegarsi all'interno e graffiare la cornea. Ma la gente apprezza quello sguardo così particolare, senza rendersi conto di cosa comporta".

Le persone che acquistano razze badano solo all'aspetto?
"Dipende. Io elenco sempre le patologie tipiche di ogni razza, ma spesso mi sento semplicemente magnificare la bellezza di quel particolare cane o gatto".

La ricerca di tratti fisici così marcati è solo di tipo estetico?
"Prendiamo il caso del bulldog: all'inizio erano cani selezionati per i combattimenti, ma adesso si è arrivati a una tale esasperazione di alcune caratteristiche, come le gambe corte e sottili rispetto al corpo, che li rendono di fatto molto poco agili e inadatti a questo scopo. Non è un caso tuttavia che ora si parli dei bulldog, perché la loro evoluzione non è stata in pratica completata. Si è giunti in pratica a selezionare cani destinati all'estinzione perché incapaci di riprodursi. Per la loro conformazione, infatti, difficilmente riescono ad avere accoppiamenti se non adeguatamente aiutati e spesso si ricorre all'inseminazione artificiale. Per non parlare poi del parto. Quasi sempre è necessario effettuare un parto cesareo per la quasi impossibilità ad avere dei parti fisiologici, a causa della struttura corporea dei cuccioli. Insomma: di fronte all'eventualità di non poter più avere bulldog, si sta correndo ai ripari".

Si può sperare che il bulldog sia solo il primo cane al quale sarà assicurata una migliore qualità della vita?
"Me lo auguro, anche perché negli anni tutte le razze sono state modificate ed è auspicabile che d'ora in poi si cerchi di selezionare caratteristiche che non influiscano solo sull'aspetto estetico, ma facciano vivere meglio gli animali".
Cristina Nadotti, La Repubblica

 



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